Indice articoli

Anarchismo e futurismo si incontrarono, si scontrarono, fecero un tratto di strada assieme, provocandosi e molestandosi, magari si persero anche, ma raccogliamo la loro storia litigiosa come ispirazione per la creazione di un futuro nuovo che vada oltre le etichette e i diktat di una società che ci vuole divisi.

 

“… Lanciarsi in tanti contro una folla come quella, sbalordirla con l’impeto, penetrarvi in mezzo per varchi aperti con la forza, punirla, umiliarla, fugarla.
E poi, con la stoffa rossa di quelle parodie di bandiere, pulirsi le scarpe impolverate, tra la ridicola ecatombe dei cappelli sfondati o calpestati, dei bastoni rotti…
E in quel macigno di bruttura, in quel blocco di odio acceso di bandiere scarlatte, cozzar dentro a denti stretti, muscoli nervi cuore volontà appuntati, picchiare, picchiare, picchiare, provocar la crepa, incunearsi in essa, farla diventare fenditura ampia, e poi ancora picchiare, picchiare, picchiare, finché tutto intorno ribollisce e le pagliette volano sfondate e la gente scappa e i questurini fanno squillare la tromba.
E si rimane in pochi, ansanti, quasi piangenti per la rabbia e lo sforzo disperato…in mezzo alla piazza…che ora è come una pattumiera, cosparsa di cappelli sfondati, di bastoni rotti, di Avanti! strappati, di garofani rossi calpestati.” (Carlo Otto Guglielmino, Genova)


Lo sfondo: un’Italia di inizio secolo dominata prevalentemente dal governo del liberale Giovanni Giolitti. Un inizio secolo che si apre con l’attentato al Re Umberto I ad opera dell’anarchico Gaetano Bresci. Un’Italia ancora arretrata, ma che nel triangolo Milano-Torino-Genova cominciò a conoscere una forte espansione industriale che portò ad un nuovo slancio delle attività delle organizzazioni proletarie. Un’Italia uscita dalle speranze infrante del Risorgimento. Un’Italia popolata di personaggi, noti e meno noti, spesso annaspanti a mezza strada fra vel-leità e utopia e che colorarono quel periodo di progetti scardinatori di tradizioni culturali e assetti politici di cui un’indolente parte sociale volle scrollarsi definitivamente di dosso

Futuristi e anarchici
Lotta al passatismo, classico, clericale o borbonico, amore per la violenza, impeto eversore, antiparlamentarismo. Tutti questi punti di convergenza indussero soprattutto i futuristi a cercare un’alleanza con gli anarchici. Sulle posizioni politiche del futurismo, storici e critici si sono divisi: chi ne difende il carattere decisamente anarchico e monoliticamente rivolu-zionario, chi lo affossa integralmente nel fascismo e chi ne fa emergere il pluralismo di voci diverse. Nella mia indagine ho preferito quest’ultimo punto di partenza.

L’ impronta del suo fondatore fu certamente pregnante, e fondamento di molti equivoci in chi all’epoca espose giudizi e critiche nei confronti del futurismo stesso, ma un’odierna lettura della storiografia futurista dovrebbe invece condurre a considerare tale movimento un insieme eterogeneo di idee, di personalità e tendenze. Poi vi fu chi, per sincera fede o per fascino esercitati da Marinetti, seguì quest’ultimo in tutte le fasi del movimento, vi fu anche chi se ne dissociò con disdegno e vi fu chi ne accettò solo alcune componenti e vi fu infine chi utilizzò quell’ondata per semplice notorietà per uscire dall’anonimato artistico. Questi ultimi furono soprattutto piccolo borghesi in cerca di un riscatto dalla marginalità sociale ed economica attraverso la vita artistica. Per questa instabilità sociale molti di questi futuristi percorsero un’inaspettata parabola, passando dall’anarchismo o dal socialismo umanitario al più intransigente nazionalismo antisocialista.

Anche l’anarchismo si caratterizzò per il pluralismo di voci al suo interno. Sempre al di là della barricata, perseguitato, temuto, mal giudicato, fu costantemente costretto ad agire e a diffondere il proprio credo fra mille difficoltà ed impedimenti ai quali si aggiunsero le molteplici voci che lo composero: frammentate, sparse, non solo per tutta Italia, ma, a causa dei continui esili forzati, anche all’estero. Ripercorrerne la storia significa riprendere tutta la ricchissima pubblicistica, rapporti di polizia, biografie, autobiografie e carteggi.Il futurismo fu il primo movimento artistico a guadagnarsi il titolo di avanguardia, termine, quest’ultimo, che trae la propria origine dagli ambienti militareschi designando la disposizione o la collocazione di una parte dell’esercito o della flotta che procede prima, in avanti, rispetto a tutte le altre. Nell’Ottocento il concetto venne traslato nel campo politico per definire quei gruppi che si ponessero a capo di movimenti rivoluzionari. Nel Novecento il concetto si dilatò insinuandosi nel mondo dell’arte. L’avanguardia prima di tutto è il rifiuto culturale dei codici culturali correnti, del gusto dominante, dei linguaggi e dei mezzi espressivi abituali.

É la rottura con il mercato culturale. É il tentativo di recupero del ruolo dell’intellettuale respingendo l’asservimento all’industria culturale che lo degrada e lo vorrebbe produttore di oggetti di serie. L’effetto principale del rifiuto violento ed estremistico delle regole culturali o dei linguaggi correnti è lo sperimentalismo: l’avanguardia sperimenta forme nuove, ardite e alle volte sconcertanti, linguaggi mai prima usati, che sconvolgono tutte le abitudini fino a correre il rischio di essere incomprensibili o addirittura irritanti. Una sorta di sintesi fra il significato ottocentesco e quello novecentesco porterebbe a definire l’anarchismo una vera e propria avanguardia politica.


🌱 Vuoi supportarci? Visita il nostro eco-shop:

👁️ Guarda anche

Introduzione all'Anarco Tribalismo e all'Anarco Comunitarismo

Da alcuni anni esiste una minoranza piccola ma sempre più influente nei media libertari contemporanei che si è sviluppata in alcuni paesi, considerata "eretica" dalla maggioranza. Questa minoranza, la cui voce è ogni giorno più forte nonostante coloro che sono interessati a zittirla.

L'Anarchia delle Frontiere

Storicamente le frontiere non erano una festa d'amore capitalista. Molte comunità erano piuttosto vicine al mutualismo. Ad esempio, in Siberia in quasi tutti gli insediamenti c'era una banca comune (магазея, magazeya), la pelliccia e altre risorse venivano vendute al valore del lavoro svolto. Un sistema simile esisteva negli insediamenti dell'Australia, delle Americhe, ecc.

I comunitaristi libertari nativi americani d'Alaska

Oggi noi di Libere Comunità vi presentiamo i comunitaristi libertari delle tribù dei nativi americani d'Alaska. Ringraziamo il compagno Rinehart per averci inviato l'articolo raccontandoci la sua esperienza e la formazione della sua comunità libertaria indipendente ed autosufficiente formata da nativi americani in Alaska... buona lettura.

Fronte di Liberazione Animale

L'Animal Liberation Front (ALF) è un movimento di resistenza politica e sociale internazionale, senza leader e decentralizzato, che si impegna e promuove un'azione diretta non violenta per protestare contro gli episodi di crudeltà verso gli animali. Nasce negli anni '70 dalle Bande della Misericordia. I partecipanti affermano che si tratta di una moderna ferrovia sotterranea, che rimuove animali da laboratori e fattorie, distrugge strutture, organizza rifugi, cure veterinarie e gestisce santuari dove successivamente vivono gli animali. I detrattori li hanno etichettati come terroristi.

L'Anarchismo non è (solo) un club del libro

L’articolo di oggi vuole essere un invito a prendere per mano il proprio destino in una epoca segnata da continue divisioni sociali.

Il ruolo della cultura e della (contro)cultura in questi casi può essere sia la croce che la delizia di qualsiasi sottocultura si presenti per fare avere una propria identità a chi, non è soddisfatto di questa sopravvivenza, in una società dai mille compromessi che serve solo ad annichilire e far sprofondare sottoterra gli animi nobili e sensibili che potrebbero davvero contribuire ad una (de)crescita della qualità della vita.

Bakunin: lo Stato non è la Patria

Pochi sono al corrente del fatto che un illustrissimo pensatore e rivoluzionario, quale fu Bakunin, da molti considerato effettivo padre del movimento anarchico, abbia riflettuto parecchio sul concetto di patria e su come esso poteva essere conciliato con gli ideali libertari che lui propugnava; allo stesso modo in cui lo fece Mazzini in correlazione al repubblicanesimo. Bakunin che, consapevole del concetto di “identità et(n)ica”, non lo trascura e lo assimila nel suo pensiero, senza, per questo contraddirsi.

Hakim Bey, il sogno anarchico delle T.A.Z.

Questa volta però vengo come il Dioniso vittorioso, che trasformerà il mondo in una vacanza... Non che abbia molto tempo...Nietzsche (dalla sua ultima “folle” lettera a Cosima Wagner)

I corsari e i pirati dei mari del XVIII secolo crearono una “rete d'informazione” che si estendeva per l’intero globo: primitiva e primariamente rivolta a truci affari, la rete funzionava nondimeno ammirabilmente. Sparse attraverso la rete erano isole, remoti nascondigli dove le navi potevano venire rifornite d'acqua e cibo, il bottino scambiato per necessità e lussi. Alcune di queste isole sostenevano “comunità intenzionali”, intere mini-società che vivevano coscientemente al di là della Legge e decise a rimanerci, anche se solo per breve ma felice esistenza.

Herbert Marcuse e il pensiero anti-autoritario

Herbert Marcuse è stato uno dei pensatori più influenti del Novecento, soprattutto è nota la passione che per lui avevano gli studenti in rivolta nei tardi anni sessanta. Il suo pensiero, intrinsecamente anti-autoritario, rispecchiava la volontà di cambiamento radicale che animava la protesta dei giovani in tutto il mondo occidentale; il suo rifiuto di ogni forma di repressione, il suo secco no alla civiltà tecnologica (in entrambe le declinazioni liberal-capitalistica e comunista-sovietica), lo resero il filosofo del "grande rifiuto" verso ogni forma di repressione.

L'Ecosofia del Comunitarismo Anarchico

Alcuni anni fa, un gruppo pagano greco credeva nella possibilità di creare un villaggio dove poter vivere e lavorare in base alle proprie convinzioni e interessi. Questa sarebbe forse la salvezza nel mondo moderno: il ritorno alla comunità.

Può essere assurdo per molti, ma è senza dubbio un colpo duro contro il processo di urbanizzazione e concentrazione di popolazioni in cui ci troviamo, e questo è già qualcosa. La battaglia del futuro sarà tra centralizzazione e decentralizzazione, tra potere centrale e periferia.

Sakalash! Anarco-Comunitarismo

"La spiritualità non è una religione. Essa rappresenta la spinta di ciascun individuo verso la conoscenza delle proprie origini, attitudini, manifestazioni interiori.

Un approccio spirituale della vita implica la capacità di porre e porsi delle domande, stessa qualità del vivere da anarchici; mettersi costantemente in gioco e fare delle proprie conoscenze un'arma vincente così da non sottostare ad opinioni collettive, rendendosi padroni delle proprie vedute.

Spiritualità e anarchismo si compenetrano a vicenda perché entrambe pongono alla base la libertà di essere se stessi senza essere condizionati da dogmi o dalla società contemporanea, entrambe prevedono una totale armonia nell'autonomia."

Errico Malatesta - Contro la Dittatura del Proletariato (30 Luglio 1919)

Il testo che qui si riproduce è la lettera che Errico Malatesta scrisse da Londra a Luigi Fabbri in merito al tema della dittatura del proletariato che agitava il movimento operaio e rivoluzionario a seguito della Rivoluzione Russa. Con una certa cautela per una possibile evoluzione in senso libertario della Rivoluzione, ma anche con estrema chiarezza per quanto riguarda la realtà corrente, Malatesta chiarisce che la cosiddetta dittatura del proletariato altro non è che la dittatura del partito sulle masse popolari.

Anarco-Perennialismo, oltre le strumentalizzazioni delle "destre"

Una delle caratteristiche principali di ogni anarchico, è avere questo forte senso di giusto e sbagliato, di essere fermamente impegnato in un insieme di valori, anche se quei valori sono l'opposto di quelli stabiliti dalla cultura prevalente.

I valori alternativi che sposiamo non sono emersi dal nulla, o da un seminario da salotto del 1888.

Sono nati da migliaia di anni di cultura umana. L'amore per la natura, l'avversione per l'egoismo, il materialismo, l'avidità, l'omicidio: sono tutti valori tradizionali che emergono nelle culture e nelle religioni di tutto il mondo.

Naturalmente, qui c'è un'apparente contraddizione, poiché il pensiero convenzionale tende ad affermare che i "valori tradizionali" sono qualcosa di conservatore o di destra.

Ma questa è solo una facciata, progettata per ingannare.

🎥 Partecipazione al comitato NO DRAGHI di Perugia ed intervista esponenti PCI

Questa mattina a Perugia si è svolta una manifestazione collegata alla Giornata Nazionale No Draghi, dopo un anno dalla prima in risposta al governo Draghi.

Il Distributismo applicato alle Libere Comunità

L'anarco-distributismo non si adatta perfettamente alle categorie tipiche. Non è né l'anarcocapitalismo né l'anarco-comunismo: non è contemporaneamente né l'uno né l'altro. È fondamentalmente mutualismo, ma di una varietà diversa. È anticapitalista nel senso più completo.(1) È di sinistra-libertario. Come anarchico, l'anarco-distributista cerca in definitiva la totale abolizione dello Stato. Tuttavia, l'anarco-distributista è realistico sul ruolo che il governo svolge nella società esistente e continuerà a svolgere nell'immediato futuro.

L'Ecologia Libertaria

Il pensiero ecologico moderno matura negli anni Settanta e Ottanta alimentato, almeno in parte, dall’onda lunga e la grandissima risonanza di libri pionieristici come Primavera silenziosa di Rachel Carson (1962), che per primo aveva raccontato i danni di DDT e fitofarmaci sull’ambiente e la salute umana.

Durante le sue prime manifestazioni, il movimento ambientalista inizia un’analisi dello stato del pianeta partendo da innumerevoli spunti e intuizioni spesso governati da ricerche scientifiche, a volte da approcci mistici, altre da una mescolanza propria o impropria delle due cose. Ognuna di queste visioni del mondo ha la sua analisi, i suoi scenari, le mappe su cui costruire una “soluzione” ai problemi ambientali.

Il Sindacalismo Rivoluzionario di Padovani

Aurelio Padovani fu uno dei personaggi più carismatici appartenenti al sindacalismo rivoluzionario del secolo scorso, promotore di un concetto di sindacalismo che univa a tratti alcuni schemi di sia del sindacalismo libertario, che di quello anarchico prendendo a piene mani da Proudhon, in una chiave contraria (ma non anti-) al sindacalismo marxista (Approfondimento: L'Anarco-Sindacalismo: Proudhon contro Marx).

L'Anarco-Sindacalismo: Proudhon contro Marx

Mi ci sono voluti vari anni per leggere e comprendere le opere di Pierre Joseph Proudhon. Bakunin, Kropotkin, Malatesta e Goldman mi erano tutti familiari, quindi perché ero reticente sul "padre dell'anarchismo"? Alcuni di questi possono essere attribuiti all'influenza generale degli scritti di Marx sull'opinione pubblica. Marx ha fatto un lavoro di scure su Proudhon e marxisti come Hal Draper hanno preso citazioni fuori contesto o hanno tirato fuori dichiarazioni imbarazzanti che facevano sembrare Proudhon autoritario o proto-fascista.

La Pedagogia Libertaria in Godwin

William Godwin (Wisbech, 3 marzo 1756 – Londra, 7 aprile 1836) è stato un filosofo, scrittore e politico libertario britannico. Pensatore del tardo Illuminismo nonché ispiratore di parte del Romanticismo inglese, specialmente la "seconda generazione romantica" comprendente John Keats, il suo genero Percy Bysshe Shelley e George Gordon Byron, radicale e repubblicano, è considerato uno dei primi teorizzatori anarchici moderni. L'opera più celebre di Godwin è il saggio Inchiesta sulla giustizia politica in cui esprime un ideale di anarchismo filosofico.

Anarco Monarchismo

Il concetto di anarco-monarchia può sembrare l'ultima contraddizione in termini a molti, ma per altri può suscitare solo un senso di paradosso. Al pittore surrealista Salvador Dalì è stato chiesto, durante un'intervista televisiva, di dare un termine definitivo per esprimere le sue opinioni politiche, a cui ha risposto che era un monarchico-anarchico - con grande confusione dell'intervistatore.

La Filosofia Futurista di Marinetti

Filippo Tommaso Marinetti nacque ad Alessandria d' Egitto il 22 dicembre 1876. Trascorse l' infanzia nella città natale. Studiò e visse per molti anni a Parigi, dove venne a contatto con un ambiente intellettivo innovativo, nel 1902 venne pubblicato il suo primo libro in versi "La conquete des étoiles"; nel quale sono già presenti i versi sciolti. Nel 1905 fondò la rivista Poesia attraverso la quale cerca di affermare il verso libero. Il 20 febbraio del 1909 pubblica su " Le Figarò" il Manifesto del Futurismo, con il quale nasce questo movimento. Il futurismo è un movimento artistico e culturale che sorge in Italia nei primi anni del Novecento.