La kakistocrazia è un'ideologia economicamente, culturalmente e socialmente variabile. È la proverbiale "Regola dello stupido" o più letteralmente "Regola del peggio", e mentre il concetto di kakistocrazia esiste da quando hanno governato gli stupidi, il concetto di kakistorazia intenzionale invece è un fenomeno di nuova creazione.

Che si tratti di voto di protesta, inganno politico o accelerazionismo anarchico/primitivista, ci sono ragioni di ogni tipo per mettere intenzionalmente persone stupide in posizioni di potere nello Stato.

Ad esempio, potresti usare la kakistocrazia come una sorta di "stress test" per un sistema politico, assicurandoti che anche quando le persone più stupide e pigre sono al potere, tutto vada bene. Sì, guardo proprio te, Democrazia!

A volte invece, solo perché vuoi guardare il mondo bruciare.

Naturalmente, un kakistocrate non saprebbe di cosa staresti parlando se gli dicessi tutto questo. Non si rende conto del potere oscuro e terribile del cinismo politico che esercita ed è felice di giocare con i suoi simili.

Attualmente è praticata dagli attuali moderatori di Libere Comunità e da tutti i paesi. Sì, anche il tuo.

Storia

Mentre ci sono stati governanti di dubbia intelligenza fin dall'inizio del tempo stesso, il termine per esso (Kakistocracy) è stato usato solo intorno al XV secolo, con il primo uso noto del termine in "A" di Paul Gosnold sermone Predicato al Publique Fast il nono giorno di agosto 1644 a St. Maries".

In quanto sostenitore di Carlo I, Paul Gosnold, si scaglia contro gli "spiriti irrequieti" (i parlamentari e i presbiteriani) che, "avendo una perpetua voglia di cambiare e innovare", sono desiderosi di trasformare "la nostra monarchia ben temperata in un qualche folle tipo di kakistocrazia" (transforming ... our well-temperd Monarchy into a mad kinde of Kakistocracy).

In italiano l'espressione kakistocrazia è usata in un epigramma di Vittorio Alfieri del 1797, raccolto nelle Rime, come stravolgimento sarcastico di "aristocrazia", per lamentare la fine della Repubblica di Venezia invasa dall'esercito di Napoleone:

«Voi ci darete un Erre, e noi due Kappa;

(...) Scambio or vi diam, per l'ARistocrazìa,

La nostra santa KaKistocrazìa.»

L'espressione "cachistocrazia o cacistocrazia" è registrata nel Panlessico italiano, ossia dizionario universale della lingua italiana di Marco Bognolo (Venezia, 1839), dov'è definita semplicemente come "governo pessimo".

Nell'Ottocento e nel Novecento le espressioni "cachistocrazia" o "kakistocrazia", pur restando colte, rare e parodistiche, si consolidano e continuano ad essere presenti nelle fonti letterarie e pubblicistiche, come ad esempio nel discorso del 1883 del vescovo di Foggia Marinangeli: qui la "cachistocrazia" sarebbe l'esito della statolatria hegeliana e della separazione laica tra Stato e Chiesa.

All'inizio del 21 secolo la kakistocrazia è diventato il soggetto del film commedia di fantascienza Idiocracy in cui le persone stupide hanno superato le persone intelligenti, trasformando l'anno 2505 in un vero buco infernale.

A volte definita anche peggiocrazia, si intende un governo in cui il potere è affidato ai cittadini meno competenti e qualificati, dunque ai "peggiori". La parola è costruita come l'antonimo di "aristocrazia", che secondo la sua etimologia greca è il "governo dei migliori". 


🌱 Vuoi supportarci? Visita il nostro eco-shop:

📎 Guarda anche