Essere strega per me è un modo di vivere la vita con la consapevolezza di essere parte della Natura in cui ogni cosa vivente è sacra. È un cammino spirituale fatto di pratiche concrete e reali che arrivano dalle Streghe che mi hanno preceduta, e che integro nella mia vita quotidiana. Trovo che sia essenziale per una strega, vivere seguendo i ritmi della Natura, onorarne i cambiamenti e in base a questi ritmi creare i propri incanti per trasformare la propria vita e aiutare anche gli altri a fare lo stesso.

Quello che propongo con l’associazione infatti è di celebrare la ciclicità della Natura attraverso dei rituali che ci permettano di entrare in contatto con le energie della Terra e della Luna, ma anche di percepire le forze e gli spiriti che animano ogni cosa e che sono parte integrante della pratica spirituale e magica di una Strega. Dedico molto tempo allo studio per acquisire delle conoscenze che siano utili a migliorare la mia vita e quella degli altri e che condivido sempre ben volentieri nel blog ma anche nei seminari che propongo e cosa non meno importante credo che oggi la Strega debba prendere su di sè la responsabilità di proteggere la Natura attraverso le proprie scelte quotidiane per salvaguardare tutti i suoi abitanti, proprio per onorare quell’antico legame che da sempre la unisce al mondo naturale e ai suoi spiriti.

La storia dei vincitori dipinge le streghe come donne in combutta con il demonio dal quale traggono i poteri di maledire e nuocere. È così?

La Strega nella sua Arte ha anche il maleficio, di cui risponde solo con la sua responsabilità, non con dogmi e moralismi. Su di lei, molto c’è da dire! Proprio per dissipare certe ombre che la storia dei vinti ci racconta, abbiamo creato un cerchio di studio dal nome “About Witches” Il nostro cerchio di studio nasce proprio per conoscere meglio la Strega, parlarne insieme e portare la propria esperienza o conoscenza sui temi legati alla sua vita e alle sue molteplici arti. Ci riuniamo in prossimità delle 8 feste della Ruota della Terra a Pisa e portiamo ogni volta un tema specifico, speriamo di poter riprendere presto.

Com'è nata l'associazione Spirito Della Natura?

C’è stato un tempo in cui il rumore del vento, la pioggia, il calore del Sole e l’oscurità del cielo notturno furono i segni distintivi di un procedere ciclico, armonioso e in equilibrio. La Natura con i suoi animali, le piante, i minerali, gli astri, l’uomo, era percepita come una Unità composta da vari mondi, le sue cellule, che collaboravano per la vita, ognuna con il suo compito e tutte permeate di quell’Antico spirito divino che muove ogni cosa. In quel tempo passato ma che vive ancora in noi, sono nati i riti e le pratiche che onorano la natura divina di ogni cosa. Onorano la vita e quindi anche la morte poichè nel Cerchio del tempo non c’è bene o male, fine o inizio. Spirito della Natura nasce per portare avanti ciò che ci arriva da un passato in cui coloro che erano connessi con lo Spirito della Natura, venivano chiamati sciamani, streghe. Queste persone conoscevano la Natura e i suoi segreti, riconoscevano la sua voce bisbigliata, ne ascoltavano i messaggi e lavoravano al fine di guarire se stessi e gli altri attraverso la pratica rituale e spirituale.

Il tutto suona come una critica al mondo moderno. La vivete come una sorta di primitivismo?

L’intenzione non è quella di rievocare, poichè questo ci terrebbe ancorati ad un passato che non c’è più, ma piuttosto è quella di trovare ispirazione dalle antiche pratiche e portarle qui, nel “qui ed ora”. Nel nostro tempo dobbiamo tenere conto che molto è cambiato, ad esempio l’ambiente, le nostre necessità, la nostra percezione e i nostri sensi, rendendoci più difficile il contatto con l’antico Spirito che era invece naturale per i nostri antenati. Dobbiamo quindi agire per ritrovare quel contatto perduto che ci ha portati a vivere in un tempo di grande disequilibrio e dolore, rimanendo presenti al nostro tempo e alle sue sfide. Ecco perchè tutti i percorsi dell'associazione sono creati in modo da essere seguiti prendendoti il tuo tempo nel tuo luogo del cuore, che sia un bosco, la tua cucina, o il tuo giardino, poichè l’Antico Spirito vive dentro ognuno di noi. Perchè il rito è uno spazio sacro, che ci porta a sentire su di noi il cambiamento con consapevolezza. Nel rito siamo più vicini alla Madre e agli spiriti, in uno luogo di felicità e rispetto. Quest’anno inoltre, sto proponendo di porre maggior attenzione a quelle che sono le offerte rituali, solitamente incensi e fiori, proprio per radicare ancora di più ogni pratica nel tempo presente. Sto chiedendo a chiunque voglia mettersi in gioco, di trovare un modo di offrire a Madre Terra, qualcosa che le sia veramente utile. Dunque chiedersi: che cosa è davvero utile in questo tempo? Fiori, o cambiamento personale? Scelte ecologiche ed etiche o un incenso a base di materiali chimici?

Come hai scoperto di essere strega? Ci si nasce o si diventa?

Posso risponderti in diversi modi, in base al significato che diamo alla parola strega! Se pensiamo alla strega come una persona dotata di un potere magico e sovrannaturale, probabilmente dovrei risponderti che le streghe nascono streghe, ma se ultimamente non hai visto nessuna donna volare o trasformarsi in lepre, forse possiamo scendere nella realtà e concepire la strega come una persona che sente un forte richiamo verso certe pratiche, vedi ad esempio la divinazione o la chiaroveggenza, ma che soprattutto, viene chiamata da madre natura a seguire i suoi ritmi. Da qui in poi, il cammino non è fatto di regali o poteri innati ma di studio e di pratica. La strega studia le erbe per curarsi e rimanere in salute, studia la natura e le sue leggi per capire il funzionamento anche di se stessa, pratica la meditazione, la preghiera e la divinazione per poter affinare i suoi sensi. In tale contesto, ciò che viene visto come “sovrannaturale” trova il suo posto nei meccanismi della natura (anche perché, che cosa c’è oltre la natura? Oltre tutto ciò che esiste?), quando il concetto di energia, e dei suoi movimenti, viene ben compreso. Molte streghe (dico streghe al femminile perché anche gli uomini spesso si definiscono in tal modo, quindi non è per escludere gli uomini, anzi!) possono avere capacità diverse, ci sono quelle più portate per lo studio delle erbe, altre per l’uso di strumenti divinatori, ma ciò che secondo me, accomuna ogni strega, è il rapporto viscerale con la Natura. Una delle frasi emerse dal Cerchio di studio rende bene l’idea: “la Natura è il pozzo, dal quale la strega attinge la sua conoscenza”. Quindi ti rispondo alla prima domanda: non ho scoperto di essere strega, ho solo sentito una forte “chiamata” che mi ha portata ad entrare in contato con certe pratiche che oggi regolano la mia Vita. Sono sicura che alcune delle voci che mi chiamavano fossero quelle di qualche antenata, anche non di sangue, ma di “spirito” perché ad oggi sento come necessità, di riconnettermi a loro e di riportare in vita le loro storie. Nel blog ho dedicato a loro un’intera rubrica dal nome “Donne eretiche”.

Qual è il tuo rapporto con l'anarchismo?

Sarò ripetitiva, ma anche in questo caso, il rapporto si è sviluppato in modo naturale! Quando ero al liceo, l’anarchia era vissuta come una forma di ribellione, politicizzata ovviamente, qualcosa che doveva andare per forza contro il potere di quel colore. Quando mi accorsi di questo mi distaccai completamente perché credevo e credo tutt’ora, che fondare le propria vita solo per contrastare qualcuno a prescindere, sia poco costruttivo e anche riduttivo rispetto a quello che qualsiasi essere umano potrebbe fare quando si sente libero. Quindi per risponderti, per me anarchia è sinonimo di responsabilità personale. È un concetto che è base fondante della mia vita e cerco di trasmetterlo anche alle persone con cui mi trovo a lavorare perché credo che potrebbe creare una vera rivoluzione interiore, una volta compreso. La responsabilità personale non è né la morale né l’etica. Non riguarda ciò che lo Stato ti dice sia giusto, riguarda ciò che tu, come individuo, ritieni sia da attuare, assumendoti poi tutte le responsabilità che ne derivano. Quindi con l’anarchia si esce dal concetto di Legge non perché si diventa dei ribelli che devono per forza trasgredirla, ma perché l’unica legge diventa quella interiore che è poi ciò che si diceva prima in merito alla strega: tra le sue pratiche c’era anche il maleficio, del quale si assumeva le conseguenze in base alle leggi naturali. Per fare ciò, e perché ciò funzioni, è necessario che nell’essere umano si sviluppino delle qualità “animiche”quali la consapevolezza di sé, dei propri limiti, dei propri bisogni e dei propri valori. Senza essere consapevoli di chi siamo e cosa vogliamo, l’anarchia per me non funziona e di fatti, senza certezze personali, arriva qualcuno “da fuori” che compensa la tua mancanza. Oggi lo vediamo bene: la colpa per un disastro è sempre di qualcuno al di fuori. La malattia arriva “per caso” e se il fidanzato ti tradisce è solo colpa sua. Non siamo mai noi, i protagonisti della nostra vita. Come cambierebbero le cose, in primis la vita di ognuno, se invece ci mettessimo al centro degli eventi? Come cambierebbero le cose se invece di dire “lui mi ha fatto” iniziassimo a dire “cosa posso fare io in questa situazione”? Credo si intuisca già la libertà personale che ne derivi cambiando modo di ragionare. Non delego più niente al di fuori, né allo stato, né al medico, né al prete, io in quanto individuo sono perfettamente in grado di autoregolarmi con responsabilità, e se mi accorgo di avere dei limiti, lavoro su me stesso per superarli. Tutto questo possiamo riportarlo nel campo della spiritualità, dove non esiste un dogma o un sacerdote come nelle religioni, che ti dice cosa fare e quando farlo, piuttosto si mette al centro della pratica l’individuo che si autoregola e sceglie per se stesso, e solo per se stesso, il passo più giusto da tenere. La spiritualità è un modo di vivere la vita, consapevoli delle leggi naturali che la regolano, e il suo motore è la responsabilità personale. In alcuni gruppi di pratica ricorre l’espressione “anarchia spirituale” proprio per intendere il distacco dal dogma religioso, e l’accoglienza di valori come la responsabilità e la consapevolezza come basi del proprio percorso. Che poi “spiritualità” è un termine vasto che comprende molte pratiche, anche quelle che fanno parte delle religioni, vedi ad esempio la preghiera, il rituale, la meditazione, cambia però il modo con cui il praticante approccia a tutto questo. Potrei riassumerla così: “La spiritualità è un modo libero e auto-regolamentato, (leggi pure anarchico) di vivere il proprio rapporto con il divino”. E tanto per precisare, il divino, è la Natura. Qualcuno la chiama Dea, qualcuno "il Tutto", l'Universo. Tanti nomi per indicare poi quel grande apparato immenso, di cui anche noi umani siamo le cellule.

Ho notato che uno dei vostri percorsi è aperto strettamente alle donne. Sì può considerare una forma di separatismo volontario?

Il progetto della Dea Svelata nasce dall’esigenza di questi ultimi decenni di incoraggiare le donne a riprendere il loro posto nel mondo. A seguito di secoli di patriarcato, il femminino sacro è stato reso debole, il potere e la sapienza femminile sono stati ridotti in cenere per paura che le donne prendessero il sopravvento. Ma come ci insegnano le società matrilineari, ovvero per discendenza materna, la donna non domina, ma accoglie, e difende. Nessuna supremazia dunque ci sarebbe stata, se avessero permesso alle nostre antenate di essere libere. Ho affrontato il tema in un articolo del blog dal titolo: “Perchè è importante riscoprire la Dea”. Forse la domanda essenziale come sempre è “Perchè? ”. Perchè abbiamo perso il nostro ruolo nel mondo? È forse la risposta più ovvia quella più sensata: perchè ci siamo allontanate dalla nostra natura istintiva. Perdendo il contatto con quella sapienza antica che ci ha rese sciamane, streghe, sensitive, madri, capi tribù, abbiamo lasciato che la Dea dentro di noi si velasse dietro la paura di non essere abbastanza, di non poter essere valide senza un uomo. E ora siamo qui con la voglia di ritrovare quella consapevolezza di essere Dee che può avvenire grazie ad un contatto profondo con il nostro corpo, le nostre emozioni, e la Natura, perchè i suoi ritmi sono i nostri ritmi. Il percorso non prevede la carneficina del maschio, anzi, ribadiamo spesso che quando parliamo di “condizionamento maschile” attingiamo al concetto, all’archetipo, non alla figura del marito, padre, fratello. Ogni essere ha parti maschili e femminili, nel caso delle donne, alcune donne, queste parti fanno da zavorra alla piena realizzazione di se stesse, perché ben radicate da millenni di manipolazione mentale. In questo percorso mettiamo al centro la donna e il suo potere di cambiare le cose. Dunque la questione non è : “perché l’uomo, ad un certo punto della storia, ci ha rese inferiori”, ma “perchè noi donne lo abbiamo permesso”. Il patriarcato nasce come esigenza di un certo periodo, è una fase naturale anche questa, ma che ha avuto delle conseguenze culturali di cui ancora oggi paghiamo il prezzo. Il patriarcato ha introdotto la disuguaglianza tra sessi e anche tra specie, rendendo alcuni esseri viventi meno degni di vivere con rispetto e libertà. Ha introdotto il concetto di proprietà privata, che non è sbagliato di per sé quando questo vuol dire tutela, ma nei secoli è stato applicato alla terra, agli animali, alla moglie non per tutela ma per supremazia (chi aveva più terre era il capo clan, chi aveva più bestie nei recinti era socialmente e politicamente più influente). Tutto questo ha portato alla privazione della libertà personale, diritto di nascita di ogni essere. Tra l’altro il percorso dedicato alle donne nasce anche per cercare di livellare i ruoli all’interno della coppia, rendendo le donne più consapevoli del loro ruolo per la costruzione di una coppia consapevole, eliminando il giudizio che “maschio è cattivo”. Nessun separatismo dunque, anzi, ci ha fatto davvero piacere vedere come negli ultimi anni molti uomini abbiano iniziato a fare corsi per migliorare se stessi, il proprio maschile e integrando il femminile in loro, e chissà che un giorno non ci ritroveremo tutti insieme in cerchio a parlarne!

Hai voglia di parlarci della tua bottega e delle tue creazioni?

Per me creare è un’attività meditativa e sacra, spesso le idee mi vengono passeggiando in un bosco o al mare tra le onde. Cerco di offrire il meglio di me in queste creazioni ed ho un luogo magico in cui tutto il mio lavoro prende vita. Ogni oggetto è ispirato al mondo delle pratiche magiche, del rito, e della strega. Tutte le creazioni nascono con amore e passione, per offrire il meglio per la pratica rituale della Natura. I materiali che ho scelto di utilizzare sono naturali a basso impatto per l’ambiente e gli animali, inclusi quelli per gli imballaggi. Le erbe sono tutte raccolte da me con responsabilità senza creare danni all’ambiente e soprattutto sono a chilometro zero. Non uso infatti erbe e resine esotiche, orientali e di lontana provenienza o recuperate rovinando alberi e boschi, perché voglio garantire che il loro utilizzo sia davvero ricco di energia positiva e di amore. Ho scelto per questo motivo di non usare le pietre dure, quelle comunemente chiamate cristalli perché la loro estrazione causa notevoli danni all’ambiente e spesso la manodopera per questo tipo di lavoro di estrazione è sottopagata, con grandi rischi per i lavoratori che spesso sono purtroppo bambini. Le uniche pietre che uso sono quelle trovate da me. Forse saranno meno luccicanti e colorate ma sono sicura dell’energia pura e senza dolore che porteranno nei riti. Le candele create sono a base vegetale poiché la soia usata per crearle ha un basso impatto sulla terra su cui è coltivata, a differenza di quelle commerciali sintetiche create con sostanze tossiche, che creano residui inquinanti e sono mescolate a sostanze di derivazione animale che non apporterebbero energie pulite ai riti. Inoltre le candele vegetali bruciano più lentamente e per questo a parità di peso hanno una durata maggiore. Il legno usato è recuperato da tronchi caduti o da potature, e le tavole di multistrato usate per alcune targhe sono scarti di tagli che i negozi butterebbero via. Produco sporadicamente anche creazioni con ossa che sono garantite cruelty free, ovvero rinvenute grazie a camminate nei boschi e non alla caccia o ad acquisti su internet.

Che cos'è la Capanna della Luna?

Forse, in una notte di Luna piena hai alzato gli occhi al cielo e hai sentito una forza magnetica che ti legava alla sua luce. Non hai potuto separarti da quella vista senza sapere però che cosa altro fare. So perfettamente come ci si senta, perchè all’inizio del mio percorso, alla vista della Luna mi emozionavo sempre molto ma non sapevo come poter onorare quelle sensazioni che mi pervadevano. Così, per non perdere questo “stato di grazia” ho studiato, ricercato e praticato tanto (tutt’ora continuo) e oggi posso mettere a disposizione un percorso fatto di tradizioni, esperienze pratiche personali e intuitive, che possa guidarti ogni mese nelle celebrazioni delle fasi di Luna nuova e Luna piena. Seguendo le pratiche spirituali e i riti proposti, potrai imparare a connetterti con Madre Luna e a utilizzare le sue energie per propiziare i tuoi intenti magici. Credo che essere guidati, almeno inizialmente, o quando abbiamo esaurito le idee, sia davvero importante per non perdersi nelle infinite informazioni che si trovano ormai ovunque. Inoltre una guida ti permette di non perdere il ritmo e seguire il ciclo, che a mio avviso è il modo migliore per stabilire una connessione da spirito a spirito.

Hai mai sentito un particolare disagio nei confronti di un periodo dell’anno?

Sì! Fino a qualche anno fa non sopportavo il caldo e l’estate, con tutte le sue cose da fare, e pensa che io sono un Cancro, la mia stagione dovrebbe essere proprio l’estate! Sono riuscita a entrare in armonia con questa stagione negli ultimi anni grazie a un’osservazione di ciò che mi turbava e ho scoperto che essendo una persona tendenzialmente molto solitaria, in estate mi ritrovavo spesso a dover condividere spiagge, prati e boschi con una gran quantità di persone e questo proprio mi creava disagio. Ora ho imparato ad accogliere ogni fase della Natura e grazie ad esercizi specifici, alla scelta giusta del cibo e al lavoro con gli Elementi ho capito come risuonare con tutte le stagioni e ora riesco ad essere tranquilla anche su una spiaggia ad Agosto (anche se preferisco indubbiamente un bosco innevato a Dicembre!).

C'è un messaggio che vorresti lasciare ai nostri lettori?

Spero che ognuno di noi possa riscoprire, giorno dopo giorno, quanto ogni nostra scelta responsabile possa fare la differenza su questo pianeta integrando nella sua vita anche l'immenso valore della spiritualità, per ricostruire un rapporto sano e autentico con la Natura e i suoi ritmi. Credo che tutto questo sia la chiave di un vero cambiamento interiore, e dunque anche esteriore, per creare le basi di un mondo libero.

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"La spiritualità non è una religione. Essa rappresenta la spinta di ciascun individuo verso la conoscenza delle proprie origini, attitudini, manifestazioni interiori.

Un approccio spirituale della vita implica la capacità di porre e porsi delle domande, stessa qualità del vivere da anarchici; mettersi costantemente in gioco e fare delle proprie conoscenze un'arma vincente così da non sottostare ad opinioni collettive, rendendosi padroni delle proprie vedute.

Spiritualità e anarchismo si compenetrano a vicenda perché entrambe pongono alla base la libertà di essere se stessi senza essere condizionati da dogmi o dalla società contemporanea, entrambe prevedono una totale armonia nell'autonomia."