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In un mondo che si dipinge come pieno di libertà, svago, egoismo, di sviluppo tecnico e di progresso infinito verso uno stato di beatitudine e uguaglianza, si deve vedere infatti l'assoluto opposto. Come ha detto Hegel, viviamo in un mondo capovolto, dove la verità è essa stessa un momento del falso. Più questo mondo progredisce, più approfondisce le proprie conseguenze; più segue il proprio processo logico, più vediamo all'opera l'involuzione, più la realtà sprofonda nel degrado totale e in un non senso che rende la parola «nichilismo» sembra un eufemismo per descriverlo. C'è qualcosa di peggio del nichilismo («razionalità») e della scienza come base metafisica del mondo tecnico), è la «felicità di massa».

Il nichilismo è stato lo stato di crisi dei secoli XIX e XX; dopo la caduta degli imperi e dell'aristocrazia, il regno della borghesia e dell'economia razionale gettò il mondo in una fase caotica di distruzione e guerra. Il nichilismo era sia la coscienza di questo caos che il caos stesso. Essere nichilista significava essere totalmente immerso nella crisi, e quindi avere la possibilità di comprenderla, e quindi, possibilmente, di superarla. Uno era un nichilista (che ne fosse consapevole o no) come se uno fosse malato nel mezzo di un'epidemia. Essere malato offre la possibilità di combattere la malattia, di trovare un antidoto. I «sani di mente» erano quelli, paradossalmente, nemmeno consapevoli della malattia e dell'epidemia, ma che ne morivano comunque! Il mondo non è più nichilista. È ben oltre. Ben sotto. Viviamo nell'era post-nichilista delle masse in cui essere un individuo non è altro che essere una creatura materiale nutrita di beni di consumo identici e della cultura più bassa e falsa. La crisi è finita. Finché c'è una crisi, c'è un'opposizione, una lotta, un conflitto. Nella vera era delle masse, non c'è più conflitto. Il conflitto è stato sradicato, il conflitto è ciò che deve sparire TOTALMENTE. Perché il conflitto è negativo, perché il conflitto crea opposizioni, differenziazione dei potenziali, diversità, animosità, dominio e servitù, una reazione contro questo dominio e servitù. Lo Stato e l'economia vanno di pari passo, fusi in un'unica grande macchina che funge da leviatano social-capitalista globale. Questo mostro è nato dallo sviluppo tecnico e tecnologico della scienza e della razionalità e dalla distruzione di tutte le organizzazioni organiche. In effetti, è una sintesi di Capitalismo e Totalitarismo, che, contrariamente a quanto si è fatto credere, non sono antagonisti, ma seguono lo stesso percorso, hanno le stesse origini e alla fine si sono mescolati nello Stato post-nichilista di Uguaglianza totale e di totale competitività.

La verità è che lo scopo dei "nemici" di oggi è quello di costruire uno Stato sociale e totalmente capitalista, controllando tutti i settori e tutti gli aspetti della vita umana, in una parodia di grandezza e di solidarietà organica, è un regime nichilista egualitario, il controllo meccanico delle masse (leggasi individualità distrutta), il capitalismo si sta sviluppando sempre in modo esponenziale e de-realizzando il mondo in un'astrazione monetaria e finanziaria, nulla conta se non lo scalare una fantomica piramide sociale, solo per l'amore dei soldi e dell'opulenza.

L'unità forzata delle masse de-organizzate porta all'attuale Stato social-capitalista, in cui le differenze (chiamate «discriminazioni», in realtà le differenza non sono per forza intese in ambito negativo) devono essere sradicate per garantire la pace totale, una pace che fa comodo solo al Capitale. Le forze totalizzanti che vediamo all'opera sono in realtà una: l'omogeneizzazione a tutti i livelli. In definitiva, nello Stato post-nichilista delle masse, uomo e gli animali dovrebbero avere gli stessi diritti e quindi lo stesso status.., da antispecista non posso che essere d'accordo, ma questo non avviene per l'amore dell'animale o per la liberazione dal suo status di prigioniero, ma bensì per sfruttare l'uomo e gli animali per ingrossare il dominio del Capitale, la loro lotta per i diritti umani ed animale non serve per la vera emancipazione, ma solamente per creare più uomini-macchina al suo servizio. Più sudditi, più scalatori sociali, più gente che segue queste dottrine liberticide. La tendenza è quindi verso un mondo di «sogno», verso un mondo di «bambini» e di infantilizzazione psicologica. Da non confondere con il puro mondo del Fanciullino descritto da Pascoli: Mc Donald's, Disneyland, intrattenimento, la cultura giovanile di branco, la musica commerciale, la moda massificata etcc... insomma tutta la cultura «americana» è infatti un prodotto omogeneizzato destinato a distruggere internamente ogni struttura psicologica differenziata. Le leggi contro la discriminazione, le quote, sono tutte fatte per interferire con l'individuo a livello più privato e intimo; e queste leggi lo sono presentato come progresso sociale, come nuove libertà; e quindi approvate da tutti, peccato che al capitale non interessa nulla dell'uomo, al Capitale interessa il profitto! Siamo solo numeri e consumatori!

Le masse, gli individui senza storia, senza passato, senza conflitti, senza pensiero critico, senza indipendenza, sono fatti per essere felici nella schiavitù; sono fatti per volere e richiedere più controllo, più repressione, più leggi, più omogeneità; e questo controllo e repressione viene presentato e persino vissuto come un nuovo progresso, una nuova libertà. Tutto, dal macrocosmo al microcosmo è strutturato logicamente per forzare un'unità e un'uguaglianza su tutti gli aspetti della vita umana, attraverso la distruzione deliberata e calcolata di ogni aspetto della vita umana (l'essenza della vita è il conflitto e la differenza al suo livello più fondamentale : sessualità e morte). Le parole sono tutte ribaltate nel mondo capovolto, e un progresso è ora una repressione, un'operazione di pace, un'azione di guerra di massa. E tutti ci credono, non perché siano idioti, ma perché hanno lottato per questo mondo e l'hanno ottenuto. Perché le masse vengono risucchiate nel vortice del sistema, in quanto sono esse stesse il sistema e aderiscono a tutti i suoi aspetti.


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De Benoist: tra Ecologia, Decrescita Sostenibile e Piccole Patrie Disegno del frontespizio del Leviatano che Hobbes diede a Carlo II

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Il Federalismo Anarchico di Malatesta Disegno del frontespizio del Leviatano che Hobbes diede a Carlo II

Negli anni passati, ai tempi dell’Internazionale, si soleva spesso adoperare la parola federalismo come sinonimo di anarchia; e la frazione anarchica della grande Associazione (che gli avversari, i quali imbevuti di spirito autoritario sogliono abbassare le più vaste questioni d’idee a meschine questioni di persone, chiamavano l’Internazionale bakunista) era dagli amici chiamata indifferentemente l’Internazionale anarchica, o l’Internazionale federalista.

Come Ho Fatto A Far Crollare La Civiltà Disegno del frontespizio del Leviatano che Hobbes diede a Carlo II

Una domanda che mi viene spesso posta è:

"Cosa ti fa pensare di poter abbattere la civiltà?"

La mia risposta è piuttosto semplice e si compone di due parti: la prima parte è che sono ancora relativamente (rispetto a molti altri) abile e capace e la seconda parte è che le mie esperienze passate dimostrano che ho la capacità di fare crollare la civiltà.

Makhnovia: il primo stato anarchico al mondo Disegno del frontespizio del Leviatano che Hobbes diede a Carlo II

La sperimentazione politica non era rara all'inizio del XX secolo. In Ucraina, dove le disastrose battaglie della prima guerra mondiale sul fronte orientale hanno lasciato vuoti di potere, c'erano opportunità per alcuni individui di tutto lo spettro politico di emergere con idee diverse. Ondate di uomini, armi e fondi hanno assicurato che questi nuovi movimenti potessero cristallizzarsi negli stati. Una di queste entità era Makhnovia.

Anarchia o "Anarchismo"? Disegno del frontespizio del Leviatano che Hobbes diede a Carlo II

Una qualificazione che riteniamo importante per cominciare è la distinzione tra "anarchia" e "anarchismo".

Alcuni la rigetteranno in quanto meramente semantica o banale, ma per la maggior parte degli anarchici post-sinistra e anti-civiltà, questa differenziazione è importante.

Sebbene l'anarchismo possa fungere da importante punto di riferimento storico da cui trarre ispirazione e lezioni, è diventato troppo sistematico, fisso e ideologico... tutto ciò che l'anarchia non lo è.

Cospaia: la prima micronazione anarchica 'in' Italia! Disegno del frontespizio del Leviatano che Hobbes diede a Carlo II

La Repubblica di Cospaia (Republica de' Cošpäja in altotiberino umbro) fu un microstato indipendente esistito dal 1441 al 1826 a causa di un errore nel tracciamento dei confini fra lo Stato Pontificio e la Repubblica di Firenze (poi Granducato di Toscana). Oggi il paese di Cospaia è una frazione del comune di San Giustino, in provincia di Perugia.

Futurismo ed Anarchismo: origini di un movimento d'Avanguardia Disegno del frontespizio del Leviatano che Hobbes diede a Carlo II

Anarchismo e futurismo si incontrarono, si scontrarono, fecero un tratto di strada assieme, provocandosi e molestandosi, magari si persero anche, ma raccogliamo la loro storia litigiosa come ispirazione per la creazione di un futuro nuovo che vada oltre le etichette e i diktat di una società che ci vuole divisi.

Le Comunità Intenzionali Anarchiche Disegno del frontespizio del Leviatano che Hobbes diede a Carlo II

Alcuni anni fa, un gruppo pagano greco credeva nella possibilità di creare un villaggio dove poter vivere e lavorare in base alle proprie convinzioni e interessi. Questa sarebbe forse la salvezza nel mondo moderno: il ritorno alla comunità.

Può essere assurdo per molti, ma è senza dubbio un colpo duro contro il processo di urbanizzazione e concentrazione di popolazioni in cui ci troviamo, e questo è già qualcosa. La battaglia del futuro sarà tra centralizzazione e decentralizzazione, tra potere centrale e periferia.

Collettivismo della Mente Alveare Disegno del frontespizio del Leviatano che Hobbes diede a Carlo II

Come un alveare, dimenticando completamente l'idea di preservare la cultura, la ricchezza privata e la libertà individuale, l'alveare è asceso dagli strattoni e dalle spinte della società e ha raggiunto l'armonia totale attraverso l'assimilazione.

I comunitaristi libertari africani di Afro Native Pride Liberia Disegno del frontespizio del Leviatano che Hobbes diede a Carlo II

Oggi abbiamo chiesto ai nostri fratelli Africani dell' ANPT (Afro Native Pride Liberia) di spiegarci la loro visione del mondo, la loro comunità è attiva da una decade, e qui ci illustrano il perchè hanno aderito al Comunitarismo Libertario. Ringraziamo pubblicamente il loro portavoce, passandogli metaforicamente la penna per descriverci la sua realtà comunitaria libertaria ed autosufficiente!