Comunitarismo

Il Comunitarismo è una concezione della società nato nel mondo anglosassone alla fine del XX secolo che cerca di collegare l'individuo alla comunità. È una concezione che sostiene che "l'individuo non esiste indipendentemente dalle sue affiliazioni, siano esse culturali, etniche, religiose o sociali". Questa concezione implica quindi che gli individui appartengano invariabilmente a comunità distinte (da cui il termine), endogene ed omogenee. Una tale concezione presuppone quindi che ci siano globalmente pochi scambi e incomprensioni fondamentali tra ciascuna comunità che impedirebbero loro di fondersi in una sola. Questa idea si oppone quindi all'universalismo e al "cosmopolitismo" che, al contrario, concepisce tali differenze come trascurabili di fronte all'unicità del genere umano. La questione delle priorità fra individuo, società complessiva e singola comunità ha inoltre un grande impatto in questa analisi su molte questioni etiche, come la povertà, l'aborto, il multiculturalismo e libertà di parola. Attualmente, quelle comunitariste sono delle risposte variegate al liberalismo in cui è difficile identificare una teoria condivisa, in quanto ci si trova di fronte a una varietà di proposte o diagnosi sulla base delle critiche alle teorie liberali della giustizia. L'unico modo di riunificare le diverse teorie del liberalismo è risalire alla sua base antropologica che consiste nella persona essenzialmente autonoma e sovrana.


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